I disegni che seguono, dalla matita al computer, ricostruiscono la copertina de "La tomba vuota con nome", di Fernanda Ferrari. Siccome Fernanda ha scritto un libro di quando era in carcere, ho pensato alla compagna Nadia Lioce, alle torture tecnologiche, alle sbarre.
Ho usato per modificare il disegno iniziale, il miglior programma in assoluto, considerando effetti e semplicitā, in commercio: Paint Shop. La versione attuale č una release prodotta dalla Corel, che ha rilevato la Jasc dopo la release 9.
Il disegno iniziale č nato da queste riflessioni, del resto relative ad un ambiente a me ben noto, visto che dagli anni '70 non c'č decennio che io non vada in galera.
ho provato con
la tinta seppia
poi ho pensato
che le galere sono grige e che occorreva un po' di colore
quindi sono passato alle campiture spazialmente casuali ma rifacenti alla
dinamica sofferenza-sogno
ma le tinte
inizialmente pensate erano ancora inadeguate, queste erano "boschive". Paint
Shop facilita queste trasformazioni con radicale innovazione. Quindi le ho
cambiate
Qui l'elettricitā
funzionava, ma assolutizzava il messaggio, quindi ho pensato ad un "merge" tra
le due soluzioni.
A questo punto
sono arrivato ad una rapida, semplice e coerente al testo, soluzione.
Ed ecco la
soluzione finale della copertina. I miei poveri mezzi di riproduzione si notano
in questa immagine, che č invece la scansione della copertina del "prodotto
finito".
Ho
cambiato i valori del disegno per contrastare una lettura della mia mente al
lavoro. Ma nell'allargare, ho cercato di riprodurre la deformazione che vige in
questa societā, di ogni cosa, come se entrando in una stanza i valori spaziali
fossero immediatamente alterati.